San Rufo: "Un angolo di paradiso tra Cilento e  Vallo di Diano...."

Il centro storico

Passeggiando per il centro storico si possono osservare antichi palazzi ed abitazioni, vicoli stretti e tortuosi e piccoli larghi. I nomi delle vie ci indicano che la continuità urbanistica oggi esistente era interrotta prima dei borghi di San Giuliano, Castagneto, San Michele, San Sebastiano e Sant’Antonio.

Il nucleo urbano è arroccato quasi tutto sul costone montano della Rupe dei Cervi, ragion per cui tutta la cortina di fabbricati che guarda a Nord-Ovest ha il lato retrostante immerso nei castagneti che degradano dal versante, facendone di queste abitazioni le più suggestive di tutta San Rufo.

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Inquadramento Storico

Il territorio dell’attuale San Rufo ha visto nei secoli remoti l’avvicendarsi di alcuni borghi, il più antico dei quali è da identificarsi con Casalvetere, sorto in epoca romana nella parte sud-ovest a ridosso del centro storico, come testimoniato da reperti archeologici.

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Il rifugio Liverti

Immerso nel verde dei folti castagneti della località Liverti, il rifugio omonimo (inserire foto) è raggiungibile anche in macchina e con pullman di medie dimensioni.

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Borgo scomparso di Calvanello e ruderi del castello

Appena fuori del centro storico, a monte del Santuario della Tempa, su un cocuzzolo si vedono ancora i ruderi del Castello di Calvanello, mentre non sono più visibili i resti dell’antico borgo che si sviluppava ai suoi piedi.
Sorto tra il IX ed il X secolo non assunse mai il carattere di una residenza, conservando sempre invece quello militare. Intorno ad esso infatti crebbe l’omonimo borgo fortificato, i cui abitanti trovavano rifugio all’interno delle mura del castello, ricambiando la protezione ricevuta prestando la propria manodopera nelle terre del proprietario.

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Flora e Fauna

Il territorio si caratterizza per un’alta biodiversità che fa coesistere innumerevoli specie di alberi, arbusti, erbe e fiori. Ai cerreti diffusi alle quote più basse si sostituiscono man mano i castagneti e le faggete, che si alternano ad altopiani rigogliosi e a brulle radure rocciose.

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Chiese e Cappelle

La chiesa di Santa Maria Maggiore costituisce l’unica chiesa di San Rufo. Tra le tante cappelle una volta esistenti, oggi resta quella della Madonna della Tempa, ricostruita da pochi anni, la Cappella di Sant’Antonio costruita ex novo fuori sito e la piccola cappella di Santa Maria.

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Curiosita'

Tanti sono gli aneddoti e le curiosità conosciuti e meno conosciuti nella vita di San Rufo e dei Sanrufesi. Ne citiamo qualcuno.
Alcune abitazioni, tra cui casa Costa in Corso Garibaldi ed ex casa Marmorosa alla fine dell’attuale Via XX Settembre, disponevano di un cunicolo sotterraneo utilizzato per la fuga durante il periodo del brigantaggio, un fenomeno molto diffuso a San Rufo, tant’è che all’ultimo piano di casa Caggiano, durante la costruzione post-sisma del 1980, furono visti i sedili posizionati lungo le pareti, dove qualcuno sosteneva che i briganti si sedessero per "consigliare".

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Gli antichi palazzi

Dei palazzi un tempo esistenti a San Rufo ne restano la gran parte, benché quasi tutti sconvolti dagli interventi seguiti al terremoto del 1980, che ha portato alla scomparsa dei palazzi Pellegrino e Spinelli.
Palazzo Pellegrino storicamente era il palazzo più significativo per San Rufo in quanto legato alla casata dei  Pellegrini, feudatari di San Rufo fino al 1697.

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Il territorio

San Rufo copre una superficie di oltre 31 kmq che si estende per buona parte in montagna e in collina. Il centro storico fu edificato ad oltre 600 m s.l.m., rispondendo ad esigenze difensive e dettate dalla natura paludosa di tutta la vasta pianura del Vallo di Diano posta ad una quota media di 450 m s.l.m..

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Gli antichi mulini ad acqua

Lungo il torrente Marza sono visibili alcuni degli antichi mulini ad acqua esistenti a San Rufo, ai quali si aggiungono anche quelli integri o allo stato di rudere situati lungo i valloni Finocchiaia, Valle Salice, Grotta, San Giovanni, Santa Maria e  Casenove.
I mulini conferiscono a questi luoghi, già di per se stessi pregevoli dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, anche un interesse archeologico-industriale.

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Prodotti agroalimentari e gastronomia

La produzione agroalimentare più conosciuta e più apprezzata di San Rufo è senza dubbio l’olio extravergine d’oliva, stante le sue qualità organolettiche.

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Fontane e sorgenti

Il centro storico di San Rufo, costruito sul dorsale meridionale dei Monti Alburni laddove la roccia calcarea di natura fortemente carsica lascia facilmente il passo a vene d’acqua, è ricco di sorgenti che da secoli hanno alimentato fontane pubbliche, cisterne e pozzi privati posizionati negli orti, nei cortili o perfino  all’interno delle abitazioni. Emblematico in tal senso è il caso della casa Pagano che si trova lungo il Vicoletto Laberinto, in cui il pozzo si apre inverosimilmente nella muratura portante (inserire foto).

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Prodotti artigianali

Varie e importanti le produzioni artigianali che resero famoso il nome di San Rufo, prima fra tutte quella degli organi a canne costruiti da Francesco Mangieri e dalla sua famiglia nel Settecento, per destinarli a tante chiese, tra cui quella per esempio di Santa Maria Maggiore ad Atena Lucana e soprattutto quello che un tempo si trovava nella Badia di Cava de’ Tirreni.

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Le calcare

Le calcare rappresentano una testimonianza di modeste dimensioni e di non complessa struttura, che nel loro piccolo avevano una grossa valenza nella vita economica di un tempo.
La presenza diffusa della roccia calcarea consentì la nascita di numerose calcare, piccole costruzioni in muratura di pietrame utilizzate per trasformare i blocchi di pietra in massi di calce, soprattutto laddove venivano tagliati i boschi, in modo da avere a disposizione a breve distanza la legna per fare il fuoco.

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